La polvere del gesso mi sfrigola negli occhi e rinascono odii, ipocrisie per un momento in un granello esplodono cinque anni tutti veri e veri quanto il vento che li farà rotolare via da me; il fastidio fra le rughe, incastrato fra i tagli delle mani, e il fastidio è così pesante, che il vento non fa che spingerlo nel sangue.
Ma il gesso vola via; non smetterò mai di chiedermi quale sia il segreto dell'ombelico, intanto non riesco neanchce a piangere ché il gesso già mi annebbia; delle mani disegnate sopra un muro ed in nome del vivere una serata di risate, ogni secondo cinque anni di lezioni, in nome del vivere una serata di momenti in polveri bellissimi e mortali.